MBCT per il DOC: temi, contenuti e scopi delle sedute

SEDUTA 1: Essere presenti nel momento presente come primo passo verso la libertà

Lo scopo principale di questa prima seduta è aiutare i partecipanti a comprendere che cos’ è la mindfulness, cominciando a capire come essa potrebbe costituire un efficace antidoto al DOC e a comprendere la relazione tra i meccanismi ossessivi (rituali, significati negativi, comportamenti protettivi) e i “piloti automatici” presenti nella nostra esperienza normale. Attraverso gli esercizi della seduta, i partecipanti iniziano a riconoscere la tendenza della nostra mente a vagare continuamente. Coltivare e sviluppare la capacità di riportare la mente al qui ed ora è una delle qualità essenziali della pratica di mindfulness.

SEDUTA 2: Comprendere la relazione tra Mindfulness e DOC

Questa seduta è focalizzata sulla comprensione del rapporto tra mindfulness e DOC, poiché i meccanismi ossessivi possono essere definiti come una grave mancanza nelle abilità di mindfulness (difficoltà attentive, fusione tra pensiero e azione, rimuginio, tendenza a interpretare i pensieri, ecc.). Attraverso la pratica di mindfulness e gli interventi psico-educativi, i pazienti imparano a comprendere i meccanismi cognitivi attivanti e perpetuanti del problema ossessivo (formulazione del problema) e come la pratica di mindfulness può svolgere un ruolo nel cambiare questi meccanismi. Concentrarsi sul respiro e sul corpo aiuta i partecipanti a diventare più consapevoli del continuo “chiacchiericcio” della mente (pensieri intrusivi, ossessioni, dubbi) e della sua tendenza a controllare le loro reazioni agli eventi quotidiani (vedi i rituali e le compulsioni)

SEDUTA 3: Aiutare i familiari a sostenere i pazienti con DOC

Questa è una seduta di tipo psico-educativo effettuata con i pazienti e i loro familiari o persone a loro vicine. Lo scopo è di aiutare i familiari e i pazienti a capire e prevenire gli “ostacoli ambientali” al cambiamento (comportamenti dei congiunti che tendono a rinforzare e mantenere il disturbo) e spiegare ciò che può essere invece di aiuto per le persone affette da DOC. 

Durante questa seduta:

SEDUTA 4: Capire la propria sfiducia, sviluppare una vera fiducia

Il DOC può essere concettualizzato come un “disturbo della fiducia”. Le persone con problemi ossessivi tendono a essere fortemente sfiduciate verso sé stesse e più in particolare in relazione alla loro esperienza interna (memoria, attenzione, percezioni). Questo modo specifico di relazionarsi con gli stati interni può essere considerato come una grave mancanza di abilità di mindfulness. Per sviluppare la fiducia in sé stessi, il primo passo è coltivare intenzionalmente la consapevolezza della propria esperienza interna (pensieri, emozioni e sensazioni fisiche).

Obiettivi della seduta:

SEDUTA 5: Usare i sensi per sviluppare fiducia

Le persone con problemi ossessivi hanno spesso una scarsa fiducia nei confronti dei propri sensi e prestano poca attenzione a essi e quindi quando cercano di capire la realtà, possono affidarsi solo ai loro pensieri e alle loro convinzioni e credenze spesso distorte.

In questa seduta, l’attenzione è focalizzata sull’esperienza sensoriale e su come sviluppare una nuova relazione con i propri sensi, validandoli (considerando l’informazione che deriva da essi vera e attendibile) e utilizzandoli per avere una visione della realtà più oggettiva, chiara e vera, prevenendo in tal modo quei meccanismi mentali patologici che inevitabilmente conducono a comportamenti ossessivi. L’idea di base è che i sensi non mentono mai, mentre la mente spesso mente. Validare i sensi è il miglior antidoto al dubbio ossessivo.

SEDUTA 6: Sviluppare una relazione sana con i pensieri

Pensare è la normale funzione della mente e i pensieri sono il suo normale e potenzialmente utile prodotto; essi non costituiscono mai in sé un problema per quella che è la loro reale natura. Il problema è il rapporto che le persone con DOC hanno con i loro pensieri. Le persone affette da DOC hanno una relazione difficile e problematica con i loro pensieri. Lo scopo di questa seduta è aiutare i partecipanti a capire meglio il loro rapporto particolare con i pensieri (ad esempio la tendenza a identificarsi con essi, a giudicarli o interpretarli in termini minacciosi, a considerarli fatti reali, etc.) e a sviluppare un atteggiamento mentale neutro e distaccato verso i loro pensieri “problematici”, le emozioni e le sensazioni, che risulta incompatibile con i comportamenti problematici del DOC.

Obiettivi:

SEDUTA 7: Accettazione come primo passo verso il cambiamento

L’accettazione è un fattore fondamentale per gli individui affetti da DOC. Gli individui con DOC trovano estremamente difficile, se non impossibile, accettare alcune esperienze normali e innocue quali pensieri intrusivi o ossessivi, emozioni disagevoli (ansia, colpa, vergogna, disgusto) e sensazioni fisiche. Tale mancanza di accettazione è spesso il punto di partenza del disturbo. Per i pazienti affetti da disturbo ossessivo compulsivo, accettare significa rinunciare consapevolmente e intenzionalmente a tutti quei comportamenti che servono a evitare le esperienze interne indesiderate (es. ansia) ed essere disposti a provare le proprie emozioni e pensieri mentre si presentano, senza caricarli di giudizi, valutazioni e interpretazioni irrealistici e controproducenti.

Obiettivi:

SEDUTA 8: Il “fare” consapevole e l’esposizione consapevole

In questa seduta, i partecipanti sono aiutati a capire come la pratica di Mindfulness può consentire loro di sviluppare una “modalità del fare” più funzionale e consapevole (laddove ad esempio i rituali sono per lo più comportamenti inconsapevoli) e un senso di responsabilità più realistico e maturo, il quale è seriamente distorto nelle persone che soffrono di problemi ossessivi. La pratica di consapevolezza aiuta i pazienti anche a creare una relazione sana tra le loro intenzioni e azioni (intenzioni consapevoli) favorendo in tal modo l’abbandono delle loro tipiche azioni ossessive e automatiche (vedi rituali, neutralizzazioni, ecc.). L’esposizione consapevole (un’integrazione tra la procedura ERP-Esposizione e Prevenzione del Rituale- e la Mindfulness) introdotta in questa seduta, è un esercizio terapeutico fondamentale di questo programma, attraverso il quale i partecipanti possono imparare a rimanere intenzionalmente in contatto con lo stimolo o la situazione “ossessiva” effettuando un adeguato esame di realtà e con un senso di presenza, fiducia e sicurezza.

Obiettivi:

SEDUTA 9: Sviluppare auto-compassione e auto-perdono

La compassione è una qualità mentale e un sentimento ed è una componente fondamentale di tutti gli approcci basati sulla mindfulness. Coltivare la compassione, in particolare l’auto-compassione, può avere un potere terapeutico importante per le persone con DOC. Li aiuta a coltivare un atteggiamento e una relazione più gentile, morbida, indulgente flessibile e compassionevole verso sé stessi e a sviluppare un profondo e stabile senso di accettazione verso la loro natura fallibile e imperfetta di esseri umani. Un‘attitudine associata all’autocompassione, che costituisce un ulteriore antidoto a diversi meccanismi DOC, è l’auto-perdono. Tale atteggiamento mentale viene introdotto come pratica formale in questa seduta.

Obiettivi:

SEDUTA 10: Imparare a prendersi dei rischi consapevoli

La responsabilità autentica consiste nell’ essere consapevoli del reale impatto delle nostre azioni e di come il nostro comportamento effettivamente influisce o può influire su di noi, sugli altri o sul mondo. Uno dei modi migliori per sviluppare un senso di responsabilità adeguato e maturo e una reale fiducia in sé stessi consiste nel prendere consapevolmente rischi costruttivi, comprendendo rischi che non sono necessariamente collegati alla problematica ossessiva. Questo tipo di assunzione di rischi porta a sviluppare un senso di responsabilità autentico ed è utile nel prevenire comportamenti evitanti e protettivi.

Obiettivi:

SEDUTA 11: Affrontare la vita con fiducia e superare gli ostacoli in maniera efficace

Questa seduta finale di una giornata è organizzata come un breve ritiro di mindfulness. I membri del gruppo sono guidati attraverso una pratica intensiva di mindfulness per rivedere ciò che è stato insegnato durante il programma e per rafforzare la motivazione al mantenimento della pratica. I partecipanti condividono anche i miglioramenti ottenuti e le difficoltà ancora presenti e discutono di come sono riusciti a gestire gli ostacoli e le difficoltà nelle dieci settimane precedenti. È enfatizzata al massimo l’importanza del continuare una pratica regolare di mindfulness dopo la fine del corso al fine di riuscire a mantenere e incrementare i miglioramenti e prevenire le ricadute. Come conclusione, i partecipanti sono invitati a discutere su come possono prepararsi al meglio per affrontare la vita reale con un senso di fiducia, sicurezza e libertà.